“Egli non è qui, perché è risuscitato come aveva detto; venite a vedere il luogo dove giaceva.” (Mt 28, 6)

Non dobbiamo smarrire il ricordo che il sepolcro era vuoto…!

Serve che il sepolcro sia vuoto per poter restare disponibili ad un inedito di Dio: quell’inedito che anche Gesù sperava e intuiva, ma senza poterlo immaginare; e che riassumeva dicendo di fidarsi che il terzo giorno resta nelle mani di Dio – non come un computo di ore, piuttosto come un tempo indeterminato, di cui però si è certi che verrà, perché ci si fida di chi ci ama.

Questo è il farsi presente di Dio; non sappiamo cosa ci riserva la vita, però sappiamo che Dio troverà il modo per starci accanto e farsi vicino.

Il Risorto è meglio se non lo immaginiamo; immaginandolo o aspettandolo potrebbe magari farci sentire più sicuri,  ma riduciamo le possibilità di riconoscerlo.

Forse meglio provare ad imparare ad attenderlo.

Sorridendo alla possibilità che ad ogni riconoscimento magari subito scomparirà (ma non scomparirà la gioia), e sentendo che anche senza riconoscerlo comunque ci è vicino.

Continua a leggereRiconoscerlo

Tempo di Pasqua.

Chi o cosa cercavamo non c’è più o non sarà più come lo cercavamo, o come lo avevamo conosciuto.

Il sepolcro vuoto tuttavia, non scarta, anzi ci suggerisce, la possibilità di qualcos’altro, di cui ancora non sappiamo – che proprio quel vuoto ci dice che potrebbe essere.

Ma non è al sepolcro che lo si risolve. Quella mattina, ci dicono i Vangeli, le donne abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande’, corrono altrove, dagli amici.

Confuse e però rimesse in movimento. Vanno dagli amici per raccontare loro quello che hanno visto, o meglio, quel che non han trovato.

La Chiesa ci fa compagnia davanti a questo sepolcro vuoto. Il vuoto è il segno della resurrezione. Il movimento nel mondo è ciò che – ieri alle donne, oggi a noi – ci è chiesto.

Qui sotto anche l’informatore unico per tutta la comunità, con le indicazioni per vivere questo periodo.

Continua a leggereNon al sepolcro, ma per le strade del mondo

Pasqua è suono di campane, annuncio di passione e di gioia. Per questo le Parrocchie di Saronno hanno deciso di suonare insieme: le strade sono silenziose, le chiese vuote, ma la Pasqua si celebra ugualmente a Saronno, attraverso le dirette delle celebrazioni su Radiorizzonti InBLu e attraverso il suono delle campane della città all’unisono. E’ stato deciso questo segno perchè le campane possano essere un segno di speranza per tutti anche nelle difficoltà di questi giorni. Le campane scandiranno insieme in città i momenti del Triduo pasquale di giovedì, venerdì, sabato santo e della domenica di Pasqua. Così  il Giovedì santo suoneranno alle ore 17,45 per annunciare la celebrazione della Cena del Signore delle 18 in diretta su Radiorizzonti InBLu. Il Venerdì santo alle ore 14,45, per annunciare l’inizio alle 15 della celebrazione della Passione in diretta radiofonica.  Alle ore 15,20  segnaleranno la morte del Signore Gesù. Dalla passione alla risurrezione di sabato tutte le campane, come tradizione, taceranno. Torneranno a suonare a festa all’unisono Sabato santo alle ore 18.45, per l’annuncio della Risurrezione.Domenica di Pasqua suoneranno in tutta Saronno alle ore 9,45, per annunciare la celebrazione della Messa di Pasqua delle 10 in diretta dalla Prepositurale.
Le campane della Prepositurale, che annunceranno la morte e la Risurrezione di Gesù, suoneranno però nel momento stesso in cui, durante la celebrazione trasmessa per radio, si arriverà a rivivere tale momento nella liturgia.

Continua a leggereLE CAMPANE DI SARONNO: all’unisono per scandire il triduo pasquale

Dicono che è risorto”. Ecco la formula che esprime il centro della vita cristiana. E che ritroviamo nei Vangeli e nelle letture del periodo pasquale.

3 domande:

1.Come e cosa dicono?

2.A chi lo dicono?

3.Chi sono quelli che dicono?

Non è un rompicapo. Scopriamo il fascino delle risposte.

1.Il dire esprime una attestazione, l’espressione “dicono che..” rimanda ad una azione, un evento che Dio opera in Qualcuno, che molti avevano pure conosciuto e visto.

2.C’è poi un destinatario, l’annuncio è rivolto a qualcuno, mira al suo cambiamento. La parola guarda ad un destinatario attivo, che porta con sé un’attesa. Attesa su di sé, sulla propria speranza, sul proprio desiderio di vita. Quel “dicono…” è rivolto anche al lettore futuro, a ciascuno di noi, discepoli di seconda mano.

3.Dicono esprime un soggetto plurale, maschile e femminile. Un soggetto implicato nell’annuncio, ma che non attira l’attenzione su di sé, bensì rimanda ad altro. Tuttavia questo soggetto non è esonerato dalla testimonianza. Non lo dicono tanto per dire, ma lo dicono come testimonianza. Dicono ciò che è avvenuto in se stessi.

La testimonianza pasquale dichiara l’azione di Dio dentro la speranza della vita come un bene promesso.

Continua a leggereDicono che è risorto

Ecco il contributo di Laura, aiuto catechista, che ci racconta la settimana autentica che ha vissuto con i bambini di II elementare.

Nelle foto qui sotto c’è il crocifisso che i bambini hanno decorato con i loro fiori.

Ciascuno di loro ha scritto sul fiore un pensiero da dedicare a Gesù risorto che successivamente è stato attaccato ad una croce spoglia: con questo lavoro abbiamo voluto rappresentare la Pasqua ovvero il momento in cui la croce passa da essere simbolo di morte (croce spoglia), al momento in cui rappresenta la vita (croce fiorita).

Un momento semplice ma importante per insegnare che non c’è vera felicità che non nasca dalle difficoltà.

Continua a leggereCroce fiorita

Un fatto: l’invio per email di un messaggio d’auguri per la S.Pasqua ai colleghi di lavoro, che in sintesi, dice:

..ma la vita non può finire così, il nostro cuore chiede altro, chiede di risorgere. La pietra rotolata da quel sepolcro voglio che raggiunga anche me, che raggiunga tutti, che il cuore sia salvato dall’abbraccio di un Cristo vivo, ora. Auguri per una S.Pasqua!

Ed ecco cosa succede (le risposte):

Cristo è risorto davvero! Buona resurrezione anche a te.”

Che ci raggiunga.…”

“In questo giorno dove, nonostante tutto il male, Cristo è risorto per l’uomo, facciamo sì che la sua venuta non sia stata vana, impariamo dagli errori, teniamoci stretti gli affetti e sorridiamo al prossimo. Festeggiamo la rinascita in noi di Cristo.

“È vero, c’è il sepolcro, ma noi siamo chiamati a renderlo bello e a farlo diventare da tomba a casa dell’incontro.

Piccoli miracoli quotidiani.

Continua a leggereResurrezione!

Ecco un altro biglietto d’auguri:

La Resurrezione di Gesù avviene nel silenzio..dell’alba di un mattino.

Quando le donne si recano al sepolcro, preoccupate perché non sanno come far rotolare la pietra, trovano un angelo che lo fa per loro e addirittura si siede sopra quella pietra!

Ma il sepolcro è vuoto. Tanto che l’angelo sembra stupirsi dello sbigottimento delle donne. Gesù l’aveva detto che sarebbe risorto! Quindi dove sarebbe la sorpresa?

Perché Dio ha una Parola sola. Autentica e che si avvera sempre. Anche noi restiamo stupefatti e la nostra mestizia si trasforma immediatamente in gioia. Incontenibile. Esagerata. Prorompente. Che trasfigura la nostra vita.

E ci fa diventare figli della Risurrezione.

Buona Pasqua nel e del Signore Gesù.

Continua a leggereFigli della Resurrezione (augurio di Pasqua2)

Quanti auguri ci scambiamo in questi giorni! Ecco qualche “biglietto” che abbiamo ricevuto…per mandare la Buona Pasqua anche dal sito:

“Il cuore della fede cristiana è esattamente questo:

credere l’incredibile, amare chi non è amabile, sperare contro ogni speranza.

Sì, fede, speranza e carità sono possibili in ogni condizione, anche la più sofferta,

se si crede alla risurrezione.”

… per continuare a remare con fiducia nel mare dei nostri giorni.

Continua a leggerePer continuare a remare (augurio di Pasqua 1)

Cristo non è rimasto intrappolato nel sepolcro.

Perché Lui ha vinto la morte.

Commovente il lavoro che il gruppo di papà e nonni volontari hanno realizzato intorno a questa Pasqua.

Un sepolcro curato in ogni dettaglio.

Nelle pieghe del polistirolo che diventa pietra e gradini, nei sassi e negli arbusti, sembra di intravedere tutte le pieghe delle nostre esistenze. Così ingarbugliate a volte! Così piene dei nostri limiti!

Ma la luce che si intravede oltre le croci stilizzate del velo che chiude il sepolcro ...è già lì che ci aspetta.

È la Luce che diventerà simbolo di resurrezione la notte di Pasqua.

È a quella Luce che il nostro sguardo si aggrappa.

 

Continua a leggereCristo lì dentro non c’è