Tu per tutti

Da qualche settimana è iniziata l’avventura dell’oratorio estivo per tanti dei nostri ragazzi. E anche per i loro animatori.
Chiara , una delle giovani che si è coinvolta per organizzare le attività dei più piccoli, giocare con loro e aiutarli in questa esperienza, ci dichiara: “È bellissimo poter stare con i bambini, perché sono spontanei, si affidano a te e ti danno tutto loro affetto. Mi piace provare a restituire quello che mi hanno dato gli animatori quando ero piccola. Ricordo ancora i nomi delle mie animatrici e quando mi capita di vederle, mi tornano in mente i bei momenti che ci hanno donato. Alla fine di ogni pomeriggio torno a casa anche molto stanca, ma sempre soddisfatta della giornata e di quanto vissuto.”

Chiara ha imparato il valore della gratuità, del donarsi e lo ha appreso passando attraverso l’esperienza dell’oratorio.

La gratuità è il senso dello slogan che accompagna queste settimane “TuXTutti”. L’oratorio estivo davvero diventa quel luogo dove cresce l’amicizia con il Signore e nel nome del Signore ed è il luogo dell’incontro, della fraternità, del coinvolgersi ciascuno a servizio degli altri.

È solo nella relazione e nella cura con cui ognuno si pone che crescono rapporti e diventa bello stare insieme.

Buon Oratorio Estivo a tutti!

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L’arcivescovo Delpini a pochi giorni dall’apertura delle scuole ha mandato un videomessaggio a tutti gli insegnanti, sottolineando 3 aspetti:

  1. La comunità cristiana conta sugli insegnanti, perché “testimoniate che vale la pena diventare adulti” e vi dà la sua stima e la sua fiducia.
  2. La comunità cristiana dice “coraggio” a tutti gli insegnanti, perché in questa ripartenza piena di regole, di vincoli, possano vincere l’ossessione dei protocolli e guardare agli studenti e alla singolarità della loro crescita.
  3. La comunità cristiana è alleata della scuola, è accanto ed esprime simpatia per coloro che hanno a cuore il bello, il buono, il vero bene comune. Alleata per rendere desiderabile il futuro.

“Preghiamo e contiamo su di voi, cari insegnanti, perché la cultura, l’educazione è il vero investimento irrinunciabile.”

Continua a leggereScuola: investimento irrinunciabile

Venerdì 29 si conclude il ciclo di incontri proposto ogni anno presso le Orsoline a genitori, educatori, insegnanti e catechisti. Ne abbiamo richiamato l’importanza più volte, sollecitando la partecipazione.

Con questo però non volevamo trasmettere l’idea che come educatori dobbiamo sentirci inadeguati.

Può succedere, in certi momenti, ma diciamo qui che educare è possibile! …anche attraverso le nostre fragilità.

Rappresenta l’avventura più grande che un uomo e una donna possano vivere!

I figli non ci sono dati solo per metterli al mondo; generare è molto di più.

“E’ trasmettere loro qualcosa di noi stessi, il significato e il valore della vita. L’educazione è possibile quando abbiamo uno sguardo positivo sulla nostra vita, prima ancora che su quella dei nostri figli.

Di fatto comunichiamo soltanto ciò che viviamo nel presente. E se siamo cristiani, sappiamo che il nostro fondale ultimo rimane la speranza.” Così si esprime ad esempio il vescovo Camisasca.

Ciò che conta è comunicare l’ideale a cui si tende e per il quale si è appassionati, pur consapevoli di non essere perfetti.

I figli devono vedere in noi questa tensione; ognuno di noi sa per cosa valga la pena impegnarsi e rischiare, cosa è giusto e sbagliato, vero o falso.

E ancora…

La grazia più importante che i genitori devono chiedere a Dio è che i loro figli abbiano maestri e amici veri.

L’educazione ci riguarda tutti. O ci arrangiamo con il fai da te o abbiamo l’umiltà di farci aiutare.

Continua a leggereEducare: ipotesi positiva

Come aiutare i nostri figli a diventare grandi, anche a scuola?

Me lo domandavo venerdi’ scorso, 16 novembre, andando a sentire Luigi Ballerini alle Orsoline. Focus della serata: l’alleanza scuola famiglia. E’ davero possibile parlare di alleanza?Vediamo gli spunti che mi porto a casa.

Educare è aiutare i nostri figli a diventare grandi, a cavarsela da soli e a gestire le situazioni che si trovano ad affrontare, perché vivano da protagonisti.

Quanti errori facciamo! Quando riduciamo la vita dei nostri ragazzi alla scuola e poi la scuola al voto. Una riduzione al quadrato! E quando con i compiti perdiamo un’occasione di educazione al lavoro; li invitiamo a farli, in fretta, quasi fossero una scocciatura. Siamo convinti di educare con le nostre prediche, così prevedibili! Educhiamo davvero quando agiamo, a cominciare dalla faccia che abbiamo la mattina, andando al lavoro. Lì si vede come trattiamo il nostro lavoro.

Non diamo più tempo ai nostri ragazzi. In 1ª elementare vogliamo che sappiamo già scrivere, far di conto e alla prima difficoltà, andiamo in crisi. Li carichiamo di una pressione fortissima. La scuola luogo di prestazione. Abbiamo poca pazienza. Li vorremmo piccoli geni. Ci arrabbiano se non sono come il modello di figli che abbiamo in mente.

Non li stimiamo abbastanza, quando stimarli vuol dire voler bene, anche quando sbagliano. Appaiono forti ma hanno dentro una fragilità incredibile; impariamo a riconoscerla, perché quasi sempre l’insuccesso scolastico è frutto di un malessere o di un problema che ha un’origine extrascolastica.

Riaccendiamo la comunicazione, raccontiamo di noi. Ai figli interessa tantissimo quello che facciamo. Troviamo dei momenti per comunicare davvero, altrimenti il paradosso è che li controlliamo, anche a distanza, ma poi ci perdiamo quello che pensano davvero. A mamma e papà non si deve necessariamente dire tutto, ma si può dire tutto.

Con la scuola, vogliamo togliere loro ogni fatica e siamo pronti a partire all’attacco dell’insegnante che ha una visione differente sui nostri figli. Così angeli buoni a casa e pesti insolenti a scuola. È possibile che i nostri ragazzi, in contesti differenti, si comportino in modi diversi. Se accade, è importante viverla come un’occasione per capire. Parlando con gli insegnanti e avendo a cuore solo il bene dei figli, liberi da pregiudizi.

Stiamo attenti anche a sanzionare eccessivamente i ragazzi, dando punizioni senza il sapore di una correzione vera. Allo stesso modo non promettiamo premi che con la scuola non c’entrano.

A volte basta un bene!, un bravo!, detto con il cuore, guardandoli negli occhi, a dar loro fiducia.

Conterà infine quello che sapremo offrire come prospettiva. Il nostro educare deve essere tutto in offerta, in aggiunta, con proposte che facciano vedere ai nostri ragazzi che la realtà è bella e che è più bello avere un amico di carne, piuttosto che un compagno di giochi virtuale.

 

Continua a leggereEducare: in aggiunta, non in sottrazione

Domenica 21 gennaio, alle 18.00, ci troviamo all’Oratorio della Regina Pacis, per una assemblea sul futuro degli oratori di Saronno.

“Da qualche mese stiamo riflettendo, sia in Consiglio Pastorale, sia in vari altri luoghi, sul modo di essere Oratorio, oggi, a Saronno e sulle strutture presenti in città.

La riflessione continua con un nuovo incontro.

E’ aperto a tutti coloro che vivono e amano l’Oratorio.

Serve per portare contributi e delineare le linee guida per il futuro, da discutere nel prossimo Consiglio Pastorale, dedicato a tali temi.

Vi aspetto”

don Federico

 

 

 

Continua a leggereOratorio: I care

In vista della Settimana dell’educazione (21-31 gennaio), è utile recuperare alcuni significati:

Quando parliamo di Comunità educante a chi ci stiamo riferendo?  Nel vissuto quotidiano è immediato pensare all’insieme degli operatori pastorali dell’oratorio. Non è sbagliato, purché non si perda la consapevolezza che chi si dedica all’azione educativa può farlo solo se inserito in un vissuto ecclesiale vivo.

Occorre andare oltre un’idea unicamente organizzativa della Chiesa e sentirsi inseriti nella richiesta del nostro Arcivescovo Mario: recuperare il desiderio di iniziare subito il Regno di Dio.

Continua a leggereComunità educante: tutti in gioco

Tornano anche quest’anno, presso l’Istituto Orsoline, gli incontri sui temi educativi, rivolti in particolare a genitori, catechisti, insegnanti.

Qui la locandina dei 3 appuntamenti, attorno alla questione del “tutto e subito, a volte troppo presto”.

I giovani di questo terzo millennio stanno smarrendo il senso della parola esperienza, perché ne fanno sempre meno.

TV e internet finiscono col sottrarli al rapporto diretto con la realtà e ciò preclude loro la possibilità di scoprire l’avventura dentro la quotidianità.

Questo però non deve far cadere gli adulti nell’errore di un giudizio definitivo.

Gli incontri sono occasione preziosa per riflettere e avere qualche strumento in più per agire.

Prossimo appuntamento: venerdì 17 novembre, h.21.00

 

 

 

 

Continua a leggerePer una bella giovinezza (…non tutto sia troppo presto)