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Il Crocifisso di Saronno e la Festa del Trasporto ieri e oggi

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Le origini
La storia del Crocifisso, attualmente esposto nella Chiesa Prepositurale dei Ss. Pietro e Paolo di Saronno, e della tradizionale processione del Trasporto per le vie cittadine nella quarta domenica di ottobre, è strettamente legata alla Confraternita di San Cristoforo, citata per la prima volta in un documento del 1390. Dedita come le altre Confraternite a diverse opere sociali di pietà e di pubblica assistenza, con una propria organizzazione e gerarchia, nel 1570 è detta anche “della Penitenza“, e risulta aggregata all’omonima Confraternita di San Lorenzo a Milano. Costituita prevalentemente da membri del gruppo familiare degli Zerbi, dopo lo scioglimento della Confraternita di Tutti i Santi s’insedia nell’antica chiesetta od oratorio di Sant’Antonio, su cui la famiglia Zerbi detiene il patronato, ristrutturando il piccolo edificio sacro e la cascina annessa. Nel 1584, tuttavia, il cardinale Carlo Borromeo assegna questa chiesa e il relativo beneficio al sacerdote Tiberio Brasca, invitando la Confraternita a lasciare quella sede. I Confratelli decidono allora di acquistare una pertica di terreno nella zona dove convergono la Contrada di Sopra (attuale via Cavour) e la via ancor oggi chiamata San Cristoforo, anche perché qui esiste già da tempo una cappellina dedicata a questo Santo, invocato in ogni genere di calamità e protettore dei viandanti. Questa sacra edicola è il punto di partenza della nuova e più ampia costruzione. La parte muraria e l’altare della nuova chiesa risultano già edificati alla fine del 1587, e sono completati ben presto dal campanile, tanto che l’edificio risulta terminato per il mese di maggio 1592.

L’arrivo a Saronno (1694?)
Nel secolo successivo si continuano ad effettuare opere di abbellimento e decorazione e si procede al rifacimento delle due cappelle dei santi Cristoforo e Mauro, inaugurate il 25 luglio 1694 tra grandi festeggiamenti. Dagli inizi del Settecento sull’altare principale e tra le statue dei santi Cristoforo e Sebastiano troneggia il “Simulacro Taumaturgo“del SS. Crocifisso, che ora si trova in Prepositurale. La statua lignea è di pregevole fattura, presenta caratteri stilistici cinque-seicenteschi e poggia su una croce di supporto, argentata e con applicazioni in argento, che ha subito nei tempi modifiche e rifacimenti. Sulla provenienza e sulla collocazione del Crocifisso nell’antica chiesa di San Cristoforo così si esprime Achille Sala, fondatore emerito e primo Presidente della Società Storica Saronnese, nel volume Santi Pietro e Paolo nella storia della città edito nel 2004: «La Storia del Crocifisso, a partire dal suo arrivo a Saronno, è narrata in un manoscritto giacente presso l’Archivio storico del Santuario. La data precisa dell’arrivo del simulacro presso la confraternita non viene indicata e – continua lo studioso citato – comunque si può ragionevolmente ritenere che fosse giunto poco dopo il 1664, unitamente all’organo donato dalle medesime monache [benedettine di Cernobbio]».

La nascita della devozione
Nel manoscritto che tratta della storia della confraternita si legge che a quella data i confratelli avevano deciso di dotare la chiesa di un organo, ma, non avendo disponibilità economiche per effettuare l’acquisto, «per gratia di Dio e della Beata Vergine e di S.to Cristoforo venne donato gratuitamente». In un altro passo dello scritto si dice che «questa divota Effigie fu più tosto donata che comperata con l’organo che di presente si trova in questo oratorio» e che la causa della donazione fu «per essere molto pesante e difficile da maneggiare da un sesso femminile». Riguardo agli inizi della devozione al Crocifisso, è molto significativa l’esposizione di Padre P. M. Sevesi, che nel 1932, in Chiese di Saronno antiche e nuove, scrive parlando dell’antica chiesa di San Cristoforo: «La sacra Effigie era custodita nella Sagrestia, e le fattezze del martire divino, agonizzante, muovevano a devozione e al pianto i fedeli ammiratori. Crebbe la devozione a questo Simulacro, quando in Saronno si sparse voce che il quaresimalista cappuccino P. Giuseppe da Chiusa, commosso dinanzi a questa effigie, aveva esclamato: “Questo Crocifisso con il tempo sarà miracoloso”». Anche il P. Giorgio Martinelli, fondatore del Collegio dei Missionari di Rho, predicando in Saronno – come ricorda sempre P. Sevesi – esclama: «Questo sì che innamora; questo sì che è bello, questo eccita la devozione». Forse, dietro suo suggerimento venne esposto dietro l’altar maggiore e fu subito un accorrere di devoti, provenienti dai paesi vicini e dalla città di Milano.

La pubblica venerazione (1714)
A questo proposito, continuando il racconto con le parole di Achille Sala, «essendo così elevato il concorso de fedeli e avendo suscitato un tale strepito le autorità religiose superiori ordinarono di riportare il Crocifisso dove era collocato in precedenza e ciò arrecò ai confratelli un grande dispiacere, tanto che spinsero il curato di Saronno, don Bartolomeo Calastro, a ricorrere al vicario foraneo di Nerviano, che ottenne dalla curia milanese l’autorizzazione a riportarlo in chiesa sopra l’altare, ove rimase sino al 1734, quando venne terminata la costruzione dell’apposita solenne cappella». La data del permesso accordato dalla Curia Arcivescovile di esporlo alla pubblica venerazione sull’altare centrale dell’antica chiesa di San Cristoforo è il 30 maggio 1714, di cui è ricorso quest’anno il trecentesimo anniversario. La devozione al Santo Crocifisso si rafforza sempre più non solo tra gli abitanti del borgo, ma anche tra le popolazioni vicine, e ben presto si lega a quella della Madonna dei Miracoli del Santuario di Saronno: la Madre e il Figlio da invocare congiuntamente. In moltissime occasioni si ricorre all’aiuto del Crocifisso, portato in processione fino al Santuario in segno di penitenza dai Confratelli a piedi scalzi, seguiti dai fedeli, quando le epidemie minacciano la popolazione e le calamità naturali, come interminabili periodi di siccità o di pioggia, mettono a rischio i raccolti. Il ricorso con preghiere al Santo Simulacro produce sempre gli effetti sperati. I suoi poteri prodigiosi sono sperimentati per la prima volta nel 1722, e ancora nel 1731 e 1733, e qualche anno più tardi gli è anche attribuita la guarigione miracolosa di Marianna Gerosa. Le processioni con il Crocifisso partono dalla chiesa di San Cristoforo e fanno tappa in tutte le chiese del borgo antico: Santa Marta, il Santuario, San Francesco e infine la Prepositurale nella Piazza Grande (oggi Libertà), ultima meta prima del ritorno alla consueta dimora.

La Festa del Trasporto (1734)
Per molto tempo il Crocifisso è portato in processione anche la sera del Giovedì Santo in una cerimonia suggestiva, ma, dal 1734 – quando è istituita – l’annuale Festa del Trasporto del Crocifisso, portato in trionfo per le vie di Saronno nella quarta domenica di ottobre, diventa la più solenne tra le processioni, in passato numerosissime, soppiantando anche quella del Giovedì Santo. Al suono delle musiche e dei canti, in segno di devozione e ringraziamento, tra ali di popolo il SS. Crocifisso procede per le vie di Saronno nella sua Festa.

 

La collocazione in Prepositurale (1783)
Soppressa la Confraternita nel 1783, con la sconsacrazione della chiesa di San Cristoforo il Crocifisso è trasferito in Prepositurale
. In ogni caso la processione del Trasporto è ripristinata già due anni dopo per iniziativa del Prevosto don Giuseppe Bianchi, che, sollecitato dai devoti, ottiene dall’Arcivescovo il permesso di tenerla la quarta domenica di ottobre, appuntamento che da allora è sempre stato rispettato e festeggiato con affetto e devozione. Nel 1840 è fondata la Confraternita del SS. Crocifisso e il Papa Pio IX, il 9 sett. 1853, concede l’Indulgenza Plenaria, una volta sola e in perpetuo, a coloro che, dopo essersi confessati e comunicati, visitino la Chiesa Prepositurale nei giorni del triduo e della festa del Trasporto. L’altare laterale dov’è custodito il Crocifisso è adornato di ricchi marmi per iniziativa del Prevosto Giacomo Villa nel 1874. La croce e la statua sono restaurati nel 1914 ai tempi del Prevosto Calchi Novati, poi vescovo di Lodi.

La corona di spine (1940)
Mons. Benetti, seguendo il desiderio di Mons. Croci, nel 1940, in occasione del centenario del Consorzio del SS. Crocifisso, decide il restauro della cappella e fa porre sul capo di Cristo Taumaturgo la corona fatta con l’oro e con le offerte della popolazione, segno dell’imperitura affezione e gratitudine dei Saronnesi per il sostegno e il conforto sempre elargiti in ogni genere di difficoltà e fatica. Si ricorda infine che Mons. Angelo Centemeri, Prevosto di Saronno fino al 2007, ha promosso e coordinato una monografia sulla Festa del Trasporto (anno 1991) e successivamente, sotto l’auspicio di Mons. Piero Zerbi, un volume sulla Prepositurale dei Ss. Pietro e Paolo (anno 2004), che contiene contributi sull’argomento.

Il Crocifisso ai nostri giorni
Nel 2014, nel trecentesimo anno di pubblica esposizione di questo prezioso e veneratissimo Crocifisso, la ricorrenza viene commemorata con grande partecipazione, attraverso manifestazioni religiose, di pietà e culturali.

L’elemento di continuità nei secoli è rappresentato dal fatto che sempre nuove povertà e sempre nuovi bisogni si affacciano e continuano ad essere presentati ai piedi della Croce, per cercare e ottenere aiuto confidando nel Cristo Crocifisso che diventa Cristo Risorto.

 

 

 

Testo di  Enrica Rossi                                                                                                              

Bibliografia:
P. P. M .SEVESI, Chiese di Saronno antiche e nuove, Saronno 1932, pp.140-150
AA.VV., Il Trasporto del SS. Crocefisso a Saronno, 17a Mostra Numismatica Medaglistica Città di Saronno, Circolo Numismatico Saronnese 1991
A. SALA sulla Confraternita di S. Cristoforo ed E. ROSSI sul SS. Crocifisso e sulla festa del Trasporto in Santi Pietro e Paolo di Saronno nella storia della città, Società Storica Saronnese 2004, pp.231-242; pp.294-312.

 

Documentazione presente a Saronno:
Archivio Santuario Saronno:
- Registro della Confraternita di San Cristoforo, Libro della fabbrica di San Cristoforo dal 1570 al 1709.
- Registro di note importanti sul Simulacro del SS. Crocifiss, delle monache benedettine nella chiesa di San Cristoforo in Saronno dal 1731 al 1760 circa.

Archivio Prepositurale Saronno:
- Cronaca del Preposto Parroco Don Francesco Cozzi, 14 aprile 1849 – 17 settembre 1860, CA F2.
- Memorie e Direttorio delle Sacre Funzioni nella Chiesa Prepositurale di Saronno- Parroco Preposto P. Giacomo Villa venuto alla sede il 1 Gennajo 1861, CA F2.
- Carlo Rampoldi, Zibaldone per la Chiesa Prepositurale di Saronno, pp.5-15, c.Z, f.1.

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